La melodia che si interrompe da seicento anni
Ogni ora, giorno e notte, dalla torre di Santa Maria suona un trombettiere. E si ferma sempre nello stesso punto.
Se ti fermi nella Piazza del Mercato allo scoccare dell'ora, sentirai ciò che sentivano i cracoviani al tempo degli Jagelloni: un trombettiere alla finestra della torre più alta di Santa Maria suona l'hejnał verso i quattro punti cardinali. La melodia è semplice, una dozzina di note, e finisce sempre allo stesso modo: di colpo, come se qualcuno avesse strappato la tromba dalle labbra di chi suona.
La leggenda lo spiega così: nel 1241, mentre i Tatari si avvicinavano alla città, la sentinella sulla torre li vide per prima e iniziò a suonare l'allarme. Le porte furono chiuse in tempo, ma una freccia tatara la colpì alla gola e la melodia si spezzò a metà. In sua memoria da allora si suona così.
Gli storici scuotono la testa. Le più antiche testimonianze dell'hejnał risalgono al XIV secolo, e la leggenda della freccia fu messa per iscritto per la prima volta da uno scrittore americano, Eric Kelly, nel libro Il trombettiere di Cracovia del 1928. Prima nessuno ne aveva sentito parlare. Probabilmente la melodia veniva troncata semplicemente perché il trombettiere la suonava quattro volte di seguito, da quattro finestre, e accorciava l'ultima frase per fare in tempo.
Il che non toglie che l'hejnał sia il più antico segnale cittadino d'Europa suonato senza interruzione. Lo suonano i vigili del fuoco del posto di guardia sulla torre, a turno, giorno e notte, tutto l'anno. A mezzogiorno lo trasmette la Radio Polacca, dal 1927, con una pausa solo per la guerra. I trombettieri dicono che l'inverno è il momento più difficile: il bocchino si gela sulle labbra e a 54 metri il vento soffia tanto che bisogna aggrapparsi alla finestra.
Un piccolo rito per i visitatori: dopo l'hejnał il trombettiere saluta con la mano chi lo saluta. Fallo. Dicono che porti fortuna, e di sicuro porta un sorriso a chi è appena salito 239 gradini.